venerdì, 28 novembre 2003
Rimembranze

Scrivendo sul blog, il mio interesse si sta spostando, piano piano, dal “dire la mia” (lo speaker’s corner della mia diletta Bradipa, vedi citazione a fianco) al parlare di me, cosa che finora ho evitato forse per una forma di pudore o per qualche altra difficoltà.

Parlare di me vuol dire anche o soprattutto ricordi, anzi rimembranze (i ricordi che fanno rivivere sentimenti e immagini del passato). Parlando di cucina, ad esempio, torno ai cibi della mia infanzia e giovinezza: quelli che faceva la mamma e che ritrovo, talvolta con nomi diversi, sull’Artusi.

Qualche giorno fa a Fahrenheit su Radio3 ho ascoltato una parte della conversazione su le forme della memoria con Duccio Demetrio (docente di pedagogia) e con Gino Roncaglia (Merzlog), dove si è parlato anche di rapporti fra memoria e blog.

Demetrio è anche fondatore e presidente della Libera Universita` dell`autobiografia di Anghiari; ne avevo sentito parlare da una amica che partecipa al progetto e la cosa mi aveva lasciato indifferente, anzi anche un po’ prevenuto (mi succede spesso con le cose e le persone che non conosco).

Ma l’aggancio al blog fa scattare una scintilla: fra i miei libri trovo “Raccontarsi. L’autobiografia come cura di sé” di Demetrio (non l’avevo comprato io) e lo apro.
Il primo capitolo inizia con una citazione di Elias Canetti: Oh, essere un libro, un libro che viene letto con tanta passione! (ma chi è, un blogger?) e poi Demetrio: C'è un momento, nel corso della vita, in cui si sente il bisogno di raccontarsi in modo diverso dal solito. Comincio a leggerlo.


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martedì, 25 novembre 2003

La vita è bella?

Dice Clarissa: ho la cartolina incasinata!
E io: meglio avere incasinata la cartolina che la vita.
E mentre lo dico, mi rendo conto di avere la cartolina incasinata e la vita pure.



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lunedì, 24 novembre 2003
cinematografo
Leone d’ottone

Oro d’ormia
Venne a casa mia
Battè in un cassettone
E diventò d’ottone.

Vedendo Il ritorno del regista russo Andrej Zvjagintsev (Leone d’Oro a Venezia) mi è tornata in mente questa filastrocca della mia infanzia. Non avendo mai saputo cosa significa ormia, anzi sospettando una parola inventata per fini “poetici”, cerco sul De Mauro online e trovo orminiaco: mistura mordente usata per dorare oggetti di legno, cuoio, stoffa.

Tutto questo per dire che sarebbe bastato un Leone d’ottone. Si può parlar male del film prescelto dalla giuria di Venezia (non avendo alcuna pretesa di fare critica cinematografica)?

Padre misteriosamente scomparso per dodici anni ritorna d’improvviso. Ai figli adolescenti neanche un buffetto. Però li porta in giro per la Russia, maltrattandoli: il maggiore non si ribella, il minore sì. Alla fine arrivano su un’isola dove il padre padrone dissotterra una misteriosa scatola. Poi muore in un banale incidente. In difficoltà per il trasporto del corpo il figlio maggiore chiede al minore un’accetta: lo fa a pezzi, penso fra me. No, taglia dei rami per farne una specie di barella. Anche da morto il padre riesce a dileguarsi, affondando con il suo segreto. FINE.

Non so se è un bel film. A me ha provocato (in successione): angoscia, fastidio, ironia. Ne sconsiglio la visione ad amici e non (contrariamente ad altri film, che non mi sono piaciuti, ma che sono da vedere, per me). Una o due persone di mia conoscenza direbbero che è un film inutile: ecco.

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sabato, 22 novembre 2003
non di solo pane
Cibreo, chi era costui?

Qualche giorno fa Antonio Sofi parlava del Cibreo,”istituzione della cucina fiorentina”. E’ uno dei migliori ristoranti di Firenze, con annessa trattoria (familiarmente il Cibreino), più un caffè e ora anche un circolo, il Teatro del sale (di cui parla Antonio).
Al Cibreo sono stato per la prima volta (ahimé!) l’altra sera. Esperienza straordinaria: una cucina di raffinata sobrietà prevalentemente ispirata alla tradizione fiorentina; tanti piatti così allettanti da mettere in seria difficoltà la mia capacità di scegliere.

Ma non tutti sanno (perfino a Firenze!) cos’è il cibreo (con l’accento sulla e).
(continua a leggere)




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martedì, 18 novembre 2003

mala tempora
Il diavolo e l'Annunziata

Cos'è la destra, cos'è la sinistra ? cantava Giorgio Gaber.
Uno è sempre più sballottato di qua e di là.
Botta e risposta fra la "presidente di garanzia" (de che?) e due difensori della Rai-servizio pubblico.

E poi è tutta da vedere, se il diavolo si accontenta.




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