venerdì, 30 aprile 2004

Previsioni

Domani Peposo.

postato da: giannitos alle ore 12:12 | Permalink | commenti (3)
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giovedì, 29 aprile 2004

Ostaggi, musulmani, pacifisti, italiani

Lia parla  dei nostri problemi visti dall'Egitto. Un post un po' lungo per i miei gusti, ma i suoi li leggo volentieri anche così. Cercavo un brano da citare ma non l'ho trovato: va letto tutto. 

postato da: giannitos alle ore 18:49 | Permalink | commenti
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Ci metto la firma

Istituzioni Politiche Comparate

D'accordo, loro avranno pure gli Ulema.
Noi però si ha D'Alema.
Propongo, immediato, lo scambio.

affrancato e spedito da Effe





postato da: giannitos alle ore 18:38 | Permalink | commenti
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Le brutte bandiere (2)

Da mercoledì l’Iraq ha due bandiere nazionali. Quella nuova, disegnata da uno studio grafico di Londra, è stata adottata dal governo provvisorio su richiesta della coalizione occupante. Gli insorti di Falluja l’hanno bruciata in piazza, gli studenti di Mossul hanno scioperato, la gente di Baghdad sfoga la sua rabbia con gli inviati stranieri che si danno la pena di ascoltarla. La vecchia bandiera della repubblica è diventata il simbolo della rivolta. I camionisti iracheni la legano con fierezza all’antenna della radio, come facevano gli automobilisti americani con la bandiera a stelle e strisce dopo l’attacco dell’11 settembre 2001.
Gli occupanti sono riusciti a suscitare una fiammata di patriottismo, ma non quella che avrebbero voluto. A Mossul gli studenti hanno dipinto una bandiera gigante, lunga 32 metri, con i colori che il nuovo regime ha rinnegato e hanno formato un corteo con lo slogan: “Né sciiti né sunniti, unità contro l’occupazione”. (...)

La bandiera irachena, adottata nel 1958, è il simbolo della repubblica e non del regime di Saddam Hussein, che si impadronì del potere nel 1979. Il colore bianco rappresenta la pace, il rosso il nazionalismo, il nero l’antica civiltà islamica e le tre stelle al centro il rinnovamento moderno. Saddam Hussein ha voluto una sola modifica: durante la guerra contro l’Iran ha aggiunto alla bandiera la scritta verde “Dio è grande”, per dare un segno opportunistico di riconciliazione al clero musulmano che aveva perseguitato per anni. (...)

Nella nuova bandiera con gli stessi colori di quella israeliana, gli iracheni non hanno visto una promessa di democrazia, ma un affronto degli occupanti alla loro indipendenza. Intanto a New York, tra le 191 bandiere davanti al palazzo dell’Onu, sventola ancora il vessillo bianco rosso e nero dichiarato fuori corso dal nuovo regime. Gli occupanti ora promettono alle Nazioni Unite un ruolo “centrale” in Iraq, ma si sono dimenticati di informarle che la bandiera è cambiata.

(su l'Unità di oggi il testo integrale)






postato da: giannitos alle ore 10:11 | Permalink | commenti
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mercoledì, 28 aprile 2004

Le brutte bandiere

Intanto la colonia americana cambia bandiera, poi si vedrà. Un' interessante analisi dei colori del vecchio e nuovo vessillo iracheno su Haramlik.

postato da: giannitos alle ore 13:35 | Permalink | commenti
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