Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare (Bike Runner)
Centinaia di ciclisti in movimento fra Mestre, Venezia, Treviso, Chioggia; ciclisti di tutte le età (da 10 mesi sul traino a 84 anni), di tutte le regioni e religioni, di tutti i sessi; ciclisti vestiti nei modi più disparati, dalla tutina aderente alla minigonna al pantalone estivo, con magliette colorate, spiritose, eleganti.

Biciclette di tutti i tipi possibili e immaginabili, dalla tecnologia più avanzata alla assoluta normalità, passando per mountain bike, bici da corsa e da turismo; selle inimmaginabili, borse da cicloturismo e zainetti legati al portapacchi.
Ho udito idiomi di ogni parte d’Italia e oltre (un gruppetto dia Monaco di Baviera, un neozelandese); ho parlato con pratesi e senesi, con genovesi, veronesi, romani, milanesi e miranesi, baresi, sardi …
Ho provato il brivido caldo del treno+bici, alla rincorsa di coincidenze impossibili, su e giù per le antiche scale delle stazioni ferroviarie con armi (bici) e bagagli (l'ascensore solo a Prato); lunghe attese, ferrovieri stupefatti e disinformati, vagone bici che doveva esserci ma non c’era (però c’era l’aria condizionata), treni regionali senza aria condizionata ma con vagoni bici.

Ho pedalato con altri cinquecento temerari su percorsi bellissimi (la sponda del Sile e dell’Adige, l’isola di Pellestrina…) e su strade più o meno trafficate; ho percorso il ponte che unisce Venezia a Mestre (biciclette, auto, treni e aerei con un solo sguardo).Ho visto vecchietti e vecchiette che mi sorpassavano di gran lena e bambini velocissimi; ho faticato per scarso allenamento. Mi sono bagnato come un pulcino e poi asciugato al sole e al vento.
Trasferimenti con treni speciali, le bici nei carri merci; e traghetti che non avevano mai visto tanti ciclisti.

Abbiamo anche consumato delle cibarie: menzione speciale per la qualità al Parco di S. Giuliano (pasta e fagioli e sarde in saor) e all’isola di S. Servolo (ex manicomio di Venezia e quindi posto adatto a quei matti dei ciclisti) per la cena di gala di sabato, in uno scenario stupendo.
Mi è piaciuto un sacco. Era il mio primo raduno nazionale della FIAB, non sarà l’ultimo.








