venerdì, 30 luglio 2004

nostra sorella morte corporale

La morte di Terzani è solo l'ultima delle cose che da un po' di tempo mi fanno pensare alla morte.

Qualche giorno fa, pensavo a dopo la morte e ho avuto una sorta di vertigine; ma quello a cui penso più spesso è la buona morte. No, non nel senso che comunemente si dà oggi alla eutanasia, una morte rapida e non dolorosa.

La morte accolta serenamente come la naturale conclusione della vita: ogni tanto mi sembra che sia possibile, non facile certo, ma possibile. Per questo mi viene da pensare che sia preferibile una lunga malattia ad una morte improvvisa. Davvero. Per prepararmi all'incontro con sorella morte.

Questo è un buon periodo della mia vita; è per questo che posso pensare alla morte, senza angoscia ?

postato da: giannitos alle ore 13:48 | Permalink | commenti (5)
categoria:varie ed eventuali
giovedì, 29 luglio 2004

Ciao Tiziano

Come tante cose della mia vita, Tiziano Terzani l'ho scoperto tardi.
Di lui ricordo soprattutto "Un indovino mi disse" e la risposta al delirio di Oriana Fallaci, dopo l'11 settembre 2001.

Sto leggendo "Un altro giro di giostra". L'avevo messo da parte per leggere altro; riprenderlo in mano sarà ...

 

(aggiornamento/da l'intervista a Carta del 2002)

Lei ha un sogno?
No, li ho realizzati tutti. Forse quello di morire in pace. Ho avuto una vita terribilmente felice. Non ho mai lavorato. Perché tutto quello che ho fatto, lo amavo. L'avrei fatto comunque.

C'è qualcosa che l'Occidente ha dimenticato?
Viviamo delle vite orribili, in Occidente: non ridiamo più; si è dimenticata la morte. Senza la morte, la vita diventa tremenda. Perché non c'è la gioia di ciò che passa, di ciò che è unico, irripetibile. Credo sempre di più che la bellezza della vita sia nel simbolo del tao, che è l'armonia degli opposti. Per questo dico che è sacrilego e innaturale voler eliminare il male. Innanzitutto, chi determina cos'è il male? Forse devono esserci entrambi. Si tratta di trovare un modo per raggiungere un equilibrio. Cosa sarebbe il mondo, se non ci fossero le donne? La vita senza la morte? Il giorno senza la notte? La luce senza le tenebre? L'uomo senza la sua ombra?






postato da: giannitos alle ore 16:25 | Permalink | commenti
categoria:brandelli di cultura

18 giorni - 4 anni

(Oggi c'ho un attacco di blogorrea, con turpiloquio)

Dice, non te la prendere; eccheccazzo, questa volta no cioè sì !

Non è che m'incazzo con i casinisti della libertà, loro fanno il suo, come si dice dalle mie parti.
E' che essendo nato il 18 gennaio del '51 (ormai l'ho detto) per 18 giorni (checcavolo mamma!) andrò in pensione 4 (quattro!) anni più tardi. Ma ripeto non ce l'ho con loro, non li ho votati e tant'è.

Ce l'ho con quelli come questo qui, che invece li ho anche votati. Sentite la logica.

Che giudizio dà di questa riforma?
"Non è una buona riforma. È molto carente sotto due profili. Il primo è il profilo dell'equità, compromesso dallo "scalone"".
Che significa?
"Che dal primo gennaio 2008 ci saranno persone che, con 57 anni, dovranno aspettare di colpo tre anni in più per andare in pensione mentre altre si salveranno dallo "scalone" magari perché hanno maturato i requisiti qualche giorno prima, entro il 31 dicembre 2007. Sempre riguardo all'equità, nella riforma non c'è nulla per coprire i buchi contributivi e assicurare così una pensione dignitosa ai lavoratori a tempo determinato, a quelli part time e a tutti gli altri con una carriera intermittente". (...)
Quindi se il centrosinistra tornerà al governo dovrà modificare la legge ?
"No. Credo che sarebbe irragionevole cambiare o, peggio ancora, cancellare questa riforma".
Perché?
"Perché il Paese ha bisogno di punti di riferimento certi. In questo momento la gente sta rifacendo i propri piani di pensionamento e quindi di vita. Non sarebbe giusto costringerla a cambiarli di nuovo".

Calma e gesso: intanto non sono tre anni ma quattro perchè nel frattempo l'età passa da 60 a 61.
Punti di riferimento certi? Ma che cazzo dice? E poi i miei piani di pensionamento e di vita sono pronto a rifarli in ogni momento, se serve. Non è che a questi non gli dispiace per nulla che il lavoro sporco l'abbiano fatto, almeno in parte, quegl'altri?

Amen. Vado a mangiarmi un gelato (per lo spirito).










postato da: giannitos alle ore 16:07 | Permalink | commenti (2)
categoria:varie ed eventuali

 E' dello chef il fin la maraviglia

Trippa di maiale ripiena e scampi crudi in insalata
( Vissani, chi altro?).

Aggiungerei un filo di gelatina di ribes


postato da: giannitos alle ore 10:37 | Permalink | commenti (1)
categoria:cibi e bevande
 Cementum non olet

Ne aveva già parlato l'Unità alcuni giorni fa. Oggi il Corsera riprende la notizia con evidenza e dovizia di particolari.

Diamo per scontata la ripugnanza per gli affaristi palestinesi e per la complicità di notabili corrotti dell'Autorità palestinese (non escluso lo stesso Arafat, che non poteva non sapere), che con una mano condannano il muro e con l'altra aiutano a costruirlo.

Vediamo la cosa da un altro punto di vista: agli israeliani non fa schifo acquistare cemento arabo, che per di più finanzia il terrorista Arafat ?
Ma, si sa, il cemento (come il denaro) non puzza.


postato da: giannitos alle ore 09:46 | Permalink | commenti
categoria:salam shalom