18 giorni - 4 anni
(Oggi c'ho un attacco di blogorrea, con turpiloquio)
Dice, non te la prendere; eccheccazzo, questa volta no cioè sì !
Non è che m'incazzo con i casinisti della libertà, loro fanno il suo, come si dice dalle mie parti.
E' che essendo nato il 18 gennaio del '51 (ormai l'ho detto) per 18 giorni (checcavolo mamma!) andrò in pensione 4 (quattro!) anni più tardi. Ma ripeto non ce l'ho con loro, non li ho votati e tant'è.
Ce l'ho con quelli come questo qui, che invece li ho anche votati. Sentite la logica.
Che giudizio dà di questa riforma?
"Non è una buona riforma. È molto carente sotto due profili. Il primo è il profilo dell'equità, compromesso dallo "scalone"".
Che significa?
"Che dal primo gennaio 2008 ci saranno persone che, con 57 anni, dovranno aspettare di colpo tre anni in più per andare in pensione mentre altre si salveranno dallo "scalone" magari perché hanno maturato i requisiti qualche giorno prima, entro il 31 dicembre 2007. Sempre riguardo all'equità, nella riforma non c'è nulla per coprire i buchi contributivi e assicurare così una pensione dignitosa ai lavoratori a tempo determinato, a quelli part time e a tutti gli altri con una carriera intermittente". (...)
Quindi se il centrosinistra tornerà al governo dovrà modificare la legge ?
"No. Credo che sarebbe irragionevole cambiare o, peggio ancora, cancellare questa riforma".
Perché?
"Perché il Paese ha bisogno di punti di riferimento certi. In questo momento la gente sta rifacendo i propri piani di pensionamento e quindi di vita. Non sarebbe giusto costringerla a cambiarli di nuovo".
Calma e gesso: intanto non sono tre anni ma quattro perchè nel frattempo l'età passa da 60 a 61.
Punti di riferimento certi? Ma che cazzo dice? E poi i miei piani di pensionamento e di vita sono pronto a rifarli in ogni momento, se serve. Non è che a questi non gli dispiace per nulla che il lavoro sporco l'abbiano fatto, almeno in parte, quegl'altri?
Amen. Vado a mangiarmi un gelato (per lo spirito).