lunedì, 29 novembre 2004

Post scriptum

Da un bel po' non leggo Herzog , nonostante fosse uno dei miei blog preferiti e sia tuttora nell'elenco. Ora vedo che Mitì prende spunto da un Herzog-post , per riflettere sulla post-scrittura. Ecco, forse il gioco di parole può servire per dire quello che penso: la scrittura del post rappresenta un notevole rinnovamento del modo di scrivere. Ma andiamo con ordine.

Dice Herzog: (...) la scrittura del blog dev'essere leggera, veloce, di consistenza aerea, perché è così che il lettore imposta la sua disponibilità alla lettura. Con un libro è diverso, sia nella fruizione che nella composizione. Se io dovessi scrivere un racconto lungo, qualcosa, diciamo, che difficilmente avrebbe cittadinanza sul blog, allora userei una penna, e la carta, per avere un rapporto fisico e meditato con quello che scrivo. Nel blog, invece, ritengo che la scrittura debba essere m-editata poco (intendo poco rielaborata), e molto spontanea. Così che le sciocchezze che scrivo vengono di conseguenza e per la gran parte pensate e scritte in un'unità di tempo, direttamente sul piccì, e subito postate. Me ne sono testimonianza i refusi in gran copia. Nel rileggere poi quanto scritto, capita d'intravedere possibili sviluppi non sfruttati, inciampi o rallentamenti, promesse non mantenute. Cioè a dire che la velocità rischia di lasciarsi indietro delle cose. Ma così, spontanea e libera di fluire, la scrittura appare, o così dovrebbe, non artificiale. E se non è artificiale, allora forse sarà, al suo opposto, autentica.

Mitì è d'accordo, mi pare, con una precisazione.
L’immediatezza della scrittura nei blog è “il suo bello”; scrivere di getto un post nel pannello di controllo, è come “parlare”.
Almeno, così è per me.
E’ immediatezza, spesso impulsività, una cosa generata col cuore, con la mente leggera.
Scrivere “su carta”, libri o giornali che siano, è secondo me molto diverso: almeno per quanto mi riguarda, vi è oculatezza, molta attenzione ai termini usati, alla punteggiatura, alla sintassi.
Spesse volte scrivo e riscrivo una frase anche solo di tre righe per renderla perfettamente leggibile e comprensibile.
Limo, taglio, aggiungo, cesello, cancello, riscrivo.
Non è "scrittura artificiale"; è "accuratezza d'espressione", è "ordine".

Talvolta ho provato a scrivere un post sulla carta, correggere cancellare riscrivere. Non ne è venuto fuori niente di buono. Anche scrivere al computer, ma non direttamente sul pannello di controllo, è diverso. Non è che il mio post scritto di getto sia assolutamente immune da correzioni; in genere scrivo, pubblico, leggo e vedo alcune cosette da cambiare. Ma il post resta quello che era.

Ha ragione Herzog, la disponiblità alla lettura di un post dipende, in genere, dalla sua immediatezza e leggerezza. Eppure leggo volentieri qualche blog più meditato (penso a Milton): ma non posso escludere che qualcuno abbia la capacità di pre-meditare un post e scriverlo di getto.
E non posso escludere che un post apparentemente scritto de getto, come quelli della signora Bradipa, sia in realtà frutto di una rielaborazione.

Insomma, il blog è bello perchè è vario.









postato da: giannitos alle ore 04:07 | Permalink | commenti (5)
categoria:di blog e di scrittura
venerdì, 26 novembre 2004

Ucraina-USA : uno a zero

La signora Bradipa si compiace (assai moderatamente invero) per le scuse degli americani anti-Bush.

Vedendo quello che stanno facendo gli ucraini anti-Putin (diciamo così) in questi giorni, la differenza salta agli occhi.
Neanche quando Bush fu eletto (si fa per dire) la prima volta a scapito del malcapitato Gore, se non erro, ci furono manifestazioni negli USA.

Azzardo una ipotesi: non è che l'eccesso di calorie e proteine provoca una sorta di ritardo mentale, almeno nella zona del cervello preposta all'incazzatura contro i brogli elettorali ?

Ai postumi l'ardua sentenza.


postato da: giannitos alle ore 19:43 | Permalink | commenti (1)
categoria:il mondo
mercoledì, 24 novembre 2004

Il capitano R.

Ho letto su La Repubblica di oggi la trascrizone della conversazione tra la torretta di guardia, la sala operativa dell'esercito israeliano e il capitano R., l' innominato responsabile della morte a Rafah lo scorso 5 ottobre della bambina palestinese di tredici anni, prima colpita da un soldato israeliano.

Dalla trascrizione (che non trovo online, ed è riportata in inglese da Pucci), appare evidente che il capitano ha dato il colpo di grazia alla bambina e altri particolari agghiaccianti.

Certo indignarsi è facile, ma smettere di indignarsi non è forse terribile ?

postato da: giannitos alle ore 16:07 | Permalink | commenti (2)
categoria:salam shalom
giovedì, 18 novembre 2004

Lamento di un ciclista errante in cerca di una rastrelliera umana

Voi che passate
e lasciate la bici nei vostri garage,
voi che potete lasciarla
nel parcheggio aziendale
considerate se questa è una
rastrelliera
che sbatte una bici sull'altra
che incastra manubri e leve
che intreccia freni e manopole
che fa schifo solo a vederla.

Considerate se si può parcheggiare così
legando una ruota e facendosi rubare il resto
lasciando la bici in precario equilibrio
pregando di trovare un posto
e sperando che il carro attrezzi
non la porti via.

Pensateci quando passate,
non fate finta di nulla.
Ricordate e gridate
a politici e amministratori
che di rastrelliere abbiamo bisogno,
non di arredi urbani.
Semplice carpenteria metallica, ma efficace e sicura.

E se girerete la testa da un'altra parte,
un giorno potreste essere voi
a non trovare posto
a legare la bici ad un palo
e a vederla sparire per sempre.

Firenze è in lizza per il titolo di città europea nemica delle biciclette.
A Firenze un gruppo di cicliste e ciclisti impenitenti si incontra nel forum di Firenzeinbici , per scambiarsi idee , percorsi sicuri e per fare pressione su chi dovrebbe rendere ciclabile e vivibile la città. Patrizio è uno degli animatori del gruppo (come il titolare di questo blog) e ogni tanto scrive cose come questa sopra.































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categoria:biciliberatutti
martedì, 16 novembre 2004

Saggezza popolare

Ha iniziato Diamanti su La Repubblica, consigliando assai opportunamente al centrosinistra di non vendere la pelle dell'orso prima di aver impallinato il Cavaliere.

Del maiale non si butta via niente sostiene Rutelli, scaricando nella Margherita Enrico Manca e Giusi La Ganga (ve li ricordate, vero?).

E Fassino, richiesto di dire qualcosa (di sinistra) sul programma, dichiara: meglio un uovo oggi che una gallina domani.

D'Alema va sul latinorum, Ubi maior minor cessat, ubi Maximus...

Io come si sa sto col Cinese che va dicendo Timeo Danaos et dona ferentes  e pensa, credo, agli assedianti di Berlusconia.

postato da: giannitos alle ore 18:32 | Permalink | commenti (1)
categoria:varie ed eventuali