venerdì, 31 dicembre 2004

I pantaloni lunghi

Si sa che avviandosi alla senilità è dolce nuotare nel mare dei ricordi. Ho comprato un paio di jeans di velluto a coste fini; era molto tempo che non ne avevo, chissà perché. E mi sovviene dei miei primi pantaloni lunghi, che erano appunto jeans di velluto a coste fini.

All’epoca i ragazzi portavano i pantaloni corti estate e inverno fino agli albori dell’adolescenza; nelle famiglie borghesi si usavano i pantaloni al ginocchio, detti all’inglese, con calzettoni lunghi. I ragazzi che non portavano pantaloni all’inglese avevano in genere i calzini corti, ma arrivavano prima ai pantaloni lunghi.

Era un’estate in Versilia, il mare dei fiorentini e dei milanesi, luogo delle mie vacanze infantili e giovanili. Il primo di settembre sarebbe iniziata la scuola, forse la prima media, ed era venuto il momento dei pantaloni lunghi. I miei genitori mi portarono a Livorno al mercatino americano e mi comprarono due paia di jeans di velluto, uno beige e l’altro marrone, mi pare. Tornato a Firenze cominciai finalmente a portare i pantaloni lunghi, con grande orgoglio: era una sorta di rito iniziatico dell’età post-infantile. Ma dopo pochi giorni scendendo con la bici per la discesa del garage caddi e feci un sette nel ginocchio dei pantaloni. All’epoca era una cosa piuttosto grave, il consumismo era di là da venire anche per le famiglie più o meno benestanti; con un solo paio di pantaloni lunghi fui costretto a portare ancora per un po’ i pantaloni all’inglese e me ne vergognavo.

Poi in età adulta ho riscoperto la goduria dei pantaloni corti d’estate: quando sono in vacanza non riesco a portare altro.

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categoria:frammenti di memoria
giovedì, 30 dicembre 2004

Apocalypse now

e intanto noi ci prepariamo a festeggiare S. Silvestro.

Aggiornamento: bellissimo post  del Gatto dall'India.

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Eugenio Garin

E' morto a 95 anni. Un bel ricordo nel post di Angelo. Io purtroppo non ho mai assistito alle sue lezioni.

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mercoledì, 29 dicembre 2004

Confidenze troppo intime

Quando ho letto questo post di Latifah mi sono detto che se non ho ancora scritto nulla su questo film, forse non mi è piaciuto. E invece no, cioè sì mi è piaciuto. Il modo assolutamente empirico che uso in questi casi è: lo consiglierei agli amici ? Ecco per esempio lo consiglierei a Mme Bradì ? Ma certo ! Anzi forse è meglio di no, perchè la blogstar dietro quell'aria un po' scanzonata nasconde (ne sono quasi sicuro) un caratterino deciso e un palato piuttosto fino. Ed è capace di sputtanarmi (scusate il francesismo, direbbe lei) alla grande se poi non gli piace. Bene, agli altri però lo consiglio.

La deliziosa Sandrine Bonnair finisce per isbaglio sul lettino di un fiscalista e quando sa ... ci rimane. Lei è in crisi coniugale e lui, il bravo Fabrice Luchini, la ascolta senza dirle niente di sè. Come uno psicoterapeuta; ma la psicoterapia non è solo una professione. Sandrine all'inizio è tutta infagottata nei suoi abiti invernali, anche metaforicamente; poi piano piano si apre. E il sole illumina il finale, che non è proprio un happy end all'americana. Anzi mi pare che film come questo lo possa fare solo un francese; ma forse mi sbaglio.
Non ho visto altri film di Patrice Leconte o almeno non ricordo. Ora mi è venuto voglia di vederne altri. Il titolo pensavo (sì è una mia fissazione) che fosse il solito travisamento per fini commerciali, ma invece è la traduzione letterale dell' originale.


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categoria:cinematografo
Sedia a rutelle

Vedo che in giro c’è qualcuno che si rallegra per l’uscita di Mastella e Cirino Pomicino dalla GAD. Mi pare che ci sia poco da rallegrarsi. Intanto non vincere in due o tre regioni non è proprio il massimo. Vabbè, ci sono i principi. Ma dove? La GAD è necessariamente (con il maggioritario) una accozzaglia di idee e interessi. E non è che tolta l’UDEUR la qualità media migliori di molto. Basta pensare a Rutelli che, come diceva Iena sul Manifesto qualche giorno fa, non è un problema per Prodi: è un problema. Anzi una sedia a rutelle, come disse Giuliano Amato quando cicciobello fu candidato invece di lui.

postato da: giannitos alle ore 13:39 | Permalink | commenti (1)
categoria:italietta