lunedì, 28 febbraio 2005
 La neve e gli anni

Il babbo vive in campagna, non lontano da Firenze, ed è solo da quando la mamma è morta sei mesi fa; da qualche giorno è bloccato dalla neve, non insolita ma insolitamente copiosa.



Ieri sera al telefono l'ho sentito molto giù e ho deciso di prendermi un giorno per andare a trovarlo.
La strada è transitabile fino alla stradina coperta di neve che scende al gruppetto di case; lascio l'auto e proseguo a piedi, sono poche centinaia di metri. Con il sole il paesaggio è bellissimo, nei campi gli ulivi galleggiano come cialdoni sulla panna montata.



Lo trovo che si è alzato da poco e fa colazione, è contento di vedermi; il camino è spento, prendo il cesto della legna e vado a riempirlo in giardino. Mi dice io ne prendo poca per volta, è pesante. D'improvviso mi rendo conto dei suoi anni, quasi ottanta e  mi stupisco perchè non mi sembra vecchio, sarà che è autonomo, guida l'auto e non ha malattie serie. La neve si scioglierà, ma gli anni e la solitudine pesano.
Pranziamo insieme, cotechino e purè di patate con un buon Chianti. Il cotechino è precotto, ho voglia di mangiarne uno "vero" dico. Il purè l'ha fatto lui, con le patate, e ne è orgoglioso; ha imparato un po' a cucinare, dopo che per una vita qualcuno ha cucinato per lui.



postato da: giannitos alle ore 12:21 | Permalink | commenti (4)
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sabato, 26 febbraio 2005

Lasciatelo in pace

 Ieri al Tg il comunicato del Vaticano (un bollettino medico non firmato dai medici) molto rassicurante: dopo la tracheotomia sta bene, respira da solo, ha fatto colazione con Yogurt caffellatte e dieci biscotti. Sì, e per pranzo salsicce e fagioli.

Lo so, devono fare tutti i loro giochi, mettersi d'accordo per una forse non facile successione (ce lo spiegheranno i vaticanisti). Ma anche lui ha diritto a vivere in pace gli ultimi giorni, senza accanimenti terapeutici o furbe dimissioni ospedaliere.

postato da: giannitos alle ore 07:51 | Permalink | commenti
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Cuore di plastica
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Ho avuto bisogno di un piatto di spaghetti aglio olio e peperoncino per riprendermi dalla visione dell’ultimo film di Ozpetek. Mi capita di rado di lasciare un film a metà, di recente è successo con Kill Bill e Troy in homevideo, ma stavolta sarei uscito dalla sala se fossi stato solo.
Il bello del cinema, quando il cinema è bello, è che ti dimentichi della finzione e ti lasci prendere dalla storia, dai personaggi, dalle emozioni. In Cuore sacro tutto sa di finzione, dalla scena iniziale del duplice suicidio, teatrale quanto poco credibile, fino allo strip-tease mistico della protagonista Irene al termine del film. E’ tutto un susseguirsi di piccole forzature ed espedienti per trascinare una trama piena di banalità (come il discorso di Irene, imprenditrice di successo, sulla globalizzazione del mercato con le lacrime agli occhi per la miseria intravista) e prevedibile fino ad una involontaria comicità. Finzione, espedienti, banalità, prevedibilità così palesi che viene il dubbio che siano volute: il risultato per me è pessimo.
Non vi fidate di questa pseudo-recensione, d’altronde altamente soggettiva come tutte: se proprio volete vederlo, fatelo a vostro rischio e pericolo.
postato da: giannitos alle ore 07:26 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 25 febbraio 2005

Lupusconi 

Segnalazione un po'  tardiva. Ne approfitto per dichiarare qui, e forse l'ho già fatto, il mio amore per il latino (non corrisposto).

Qui la geniale favola di Fedro, con traduzione. E qui  la novella di Pirandello.

postato da: giannitos alle ore 19:23 | Permalink | commenti
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giovedì, 24 febbraio 2005
La cacca e il  cacao

Da un po' di tempo la Marta, quella della foto più sotto, si è appassionata al latte e cacao, quello confezionato in piccoli brik. I genitori snaturati, cedendo a richieste ripetute e insistenti,  le concedevano sconsideratamente anche più di un cacao, come lo chiama lei, al giorno. Di recente i genitori, pentiti o quanto meno dissociati, hanno deciso di porre un freno a questa insana abitudine e non hanno più comprato i lattini per la Marta.
Lei continua a chiedere: avete comprato i cacai ?
Ora dovete sapere che la Marta usa ancora il pannolino, anche per la cacca. Ieri l'altro per la prima volta ha fatto la cacca nel vasino, con grande sollievo della mamma (il babbo è un po' più scafato) .
Ieri, quando sono andato a prenderla al nido la bimbetta ha iniziato la solita tiritera: non voglio andare a casa (la mattina dice non voglio andare al nido), poi voglio andare dalla nonna e infine: ieri ho fatto la cacca nel vasino, allora posso avere il cacao ! 
La mamma, interrogata, nega di aver stabilito alcun collegamento fra la cacca nel vasino e il cacao: quindi la Marta ha fatto tutto da sola.
Potenza delle assonanze ?
postato da: giannitos alle ore 10:57 | Permalink | commenti (5)
categoria:storie e storielle