
Fotoripensamenti
(…) la velocità dell'impressione fotografica ha anch'essa i suoi lati negativi: può condurre a fotografie troppo affrettate o scattate in base all'idea che, secondo la legge delle probabilità, in un ampio numero di fotografie ce ne sarà senz'altro qualcuna che possa dirsi ben riuscita. Ebbene, questa è una considerazione errata: normalmente il risultato di un simile ragionamento è un enorme numero di fotografie non solo inutilizzabili, ma così monotone da non meritar neppure una stampa o un ingrandimento.
Quando Andreas Feininger negli anni '60 scriveva questo, certo nessuno poteva immaginare la fotografia digitale; eppure le sue parole illustrano benissimo quello che per me è il difetto principale della fotografia digitale. All'inizio la possibilità di scattare un grande numero di foto a costo zero mi dava un senso di libertà, ora mi ritrovo con migliaia di immagini accumulate e senza più il piacere di fotografare.
Tre anni fa decisi di prendere una macchina fotografica digitale e fin qui…ma vendetti la mia vecchia Pentax K1000, che non usavo quasi più da un po' di tempo, e quanto mi sono pentito!

L'avevo acquistata alla fine degli anni '70 sostituendo la mitica Zenit E, che veniva dall' URSS, faceva buone foto e costava poco.

Ieri sono andato a ricomprarmi una macchina fotografica vera, come dice l'anziano padrone del negozio dove acquistai la K1000. E' una Nikon, anche per poter condividere gli obbiettivi con Indy (la mamma di Marta) che ne ha un'altra.
La digitale la tengo (meglio non buttare via nulla), una sua funzione ce l'ha.
Ma da oggi si ricomincia a fotografare, in bianco e nero.







