Un tranquillo week-end

Mi piace, con quell'aria un po' trasandata e demodè, priva di volgarità, visibili qua e là i segni di un tempo migliore. A Marina di Pisa non c'ero mai stato e ho voglia di tornarci, magari dopo la stagione balneare, con la macchina fotografica (quella vera) e un rotolino in bianco e nero. Non somiglia a nessuno dei posti che conosco, sulla costa toscana.

Arriviamo ed ecco un'area di sosta per camper, gestita dal circolo Arci poco distante, prezzi popolari. Non è bello né brutto: un po' squallido il piazzalone sterrato occupato da decine e decine di camper; dietro, inquietante, l'enorme edificio industriale abbandonato (scoprirò che erano i cantieri aeronavali); il mare davanti, con la foce dell'Arno e le vecchie strutture della pesca a bilancia, ancora in funzione.
E' pieno di cani e di bambini. Lo faccio notare a Indy: "Non ti senti in colpa per aver lasciato la Marta con i nonni" "No" "Sei proprio una mamma denaturata" (è un vecchio gioco).

Al tramonto usciamo per andare a cena. C'è il cartello "area completa": arriva un camper, il guidatore si appella ad amici già arrivati. "Non si può" dice l'uomo dell'Arci "poco fa c'è state bastonate e leticazioni…".
L'indomani ci aspetta una pedalata al parco di S.Rossore con un bel gruppo di ciclisti da tutta la Toscana.
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