Battaglia navale
Era dai tempi della scuola che non giocavo alla battaglia navale. O forse ci ho giocato con mio figlio, ma sono passati tanti anni.
La mia avversaria l'ho trovata su un sito di giochi-per-posta, che mette in contatto i giocatori, e basta: poi si gioca utilizzando la posta vera. Questa cosa mi affascina, come tutto ciò che rimanda alla lentezza, nell'epoca della velocità e della comunicazione istantanea, prima il telefono e ora le email.
Cecilia l'ho scelta perché abita in Sicilia. Ha 37 anni: non so altro di lei, perché sul sito ci sono solo questi dati e l'indirizzo, che è Fermoposta all'ufficio postale di Chiaramonte Gulfi.
Il Fermoposta, credevo non esistesse più: sulla busta scrivo soltanto il numero del documento di identità, di Cecilia non so nemmeno il cognome (e chi sa se è il suo vero nome).
La partita dura ormai da diverse settimane, ci vorrà qualche mese per finirla. La lettera impiega quattro-cinque giorni; dipenderà dal fatto che Chiaramonte Gulfi è un po' fuori mano, anche se a soli venti chilometri da Ragusa.
Ho cercato di farmi un'idea di Cecilia, dalle poche cose che scrive di sé. La mattina si alza molto presto, ma non dice perché: forse il suo lavoro è distante o forse no. Il suo lavoro (lei dice attività) ha a che fare con la solidarietà, ma lo dice con un accento strano, quasi mistico nella sua vaghezza. Parla di lavoro manuale, non sempre uguale; di scherzi con le sue compagne.
Ho fatto delle ricerche su Chiaramonte Gulfi: il nome deriva dal fondatore normanno Manfredi Chiaramonte, feudatario della Contea di Modica; successivamente fu aggiunto il più antico Gulfi, di probabile origine araba.
A Chiaramonte Gulfi c'è un monastero di Carmelitane Scalze, monache di clausura: che Cecilia sia una di loro ? Non so perché mi è venuta questa idea.
Mi sono fatto coraggio e glielo ho chiesto, più di un mese fa. Non mi ha più scritto.