martedì, 31 gennaio 2006

Post scriptum

I miei post sono spesso brevi e talvolta troppo sintetici. Su quello precedente mi pare necessaria una precisazione: il fatto che Hamas sia stato votato dalla stragrande maggioranza dei palestinesi non rende accettabile (o meno inaccettabile) la negazione dello stato di Israele, il terrorismo e la sharia.
Mutatis mutandis è un po' come Berlusconi da noi: la vittoria elettorale ti consente di governare ma non sana le magagne, eufemisticamente parlando.

Quello che volevo dire è che bisogna sforzarsi di capire perchè tanti palestinesi affidano il loro futuro ad Hamas: certo che per noi mettersi nei loro panni è un po' assurdo e un po' presuntuoso.

E infine, ma non meno importante: se le elezioni democratiche hanno un risultato che non ci piace (a noi occidentali, voglio dire), che si fa? si spera che Al Fatah faccia come il governo algerino di fronte alla vittoria del Fronte Islamico di salvezza? Oppure si riconosce che è il bello della democrazia, baby !

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categoria:salam shalom
venerdì, 27 gennaio 2006

Votare per Hamas

Prima ancora di ogni valutazione e giudizio su lo straordinario successo di Hamas nelle elezioni palestinesi mi chiedo se, essendo palestinese, avrei votato per Hamas. E mi rispondo che non posso escluderlo. Sì, lo so: la negazione di Israele, il terrorismo, la sharia..., ma Hamas non è solo quello. E poi il contesto: facile, troppo facile per noi europei giudicare e condannare. Vivere in un campo profughi, in una terra divisa e martoriata,  le vessazioni e il terrorismo di stato di Israele, le carenze dell'ANP e la corruzione di Fatah: insomma non lo so, ma non me la sento di dire "Hamas no, mai".

Da leggere questo articolo del Corriere, buona informazione.

postato da: giannitos alle ore 10:56 | Permalink | commenti (3)
categoria:salam shalom
venerdì, 20 gennaio 2006

Rumore

Il post di Alain è stimolante e mi dispiace di aver lasciato un commento stizzoso (a dimostrazione che aveva toccato un nervo scoperto). Rumori di fuori e rumore di dentro, dice Alain, e il secondo più fastidioso. Io direi ineliminabile. Anzi i rumori di fuori, la radio e la televisione ad esempio, servono a coprire il rimuginare della mia mente, che prima o poi però riprende il sopravvento. Una buona lettura mi pare il miglior antidoto, ma le buone letture talvolta stimolano pensieri, e rieccoci. Oppure fare fare fare, per non pensare: rimedio peggiore del male.

L'unica soluzione è imparare a conviverci, col rumore della mente; e trattarlo con gentilezza, come un un compagno di viaggio che non ci piace ma di cui non possiamo liberarci, o fare a meno. E' un po' quello che diceva Tiziano Terzani del suo cancro e delle malattie in genere: non bisogna avere un atteggiamento e un linguaggio guerresco, perchè non serve. Curare, curarsi, prendersi cura è un'altra cosa. Anche con il fastidioso, ineliminabile rimuginare.

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giovedì, 19 gennaio 2006

Marta e le fiabe


Ho recuperato il librone delle Fiabe dei fratelli Grimm che leggevo molti anni or sono ai miei figli grandi ed ho cominciato con Marta, che finora leggeva  libri illustrati: è un bel passaggio quello al mondo delle parole senza figure, che ti spinge a vedere con gli occhi della mente.
Le fiabe originali sono state spesso edulcorate o addirittura stravolte privandole degli elementi paurosi, che invece sono essenziali alla loro funzione catartica; il merito  va in buona parte ai cartoni di Walt Disney, ma la tendenza è forte anche nell'editoria.  Ad esempio in Grimm la regina dice al cacciatore di portarle il fegato e i polmoni di Biancaneve, che poi cucinerà e mangerà; in Disney invece il cuore sarà conservato in uno scrigno; e la regina muore accidentalmente, inseguita dai nani, mentre nella fiaba originale viene condannata a morire ballando su pantofole di ferro roventi.
La funzione catartica delle fiabe risiede anche nella dialettica male-bene, pericolo-salvezza. Il lupo divora la nonna e Cappuccetto rosso inghiottendole, così che il cacciatore può eseguire una sorta di taglio cesareo facendole rinascere; una cosa analoga succede con  "Il lupo e i sette caprettini", che a Marta piace molto. Quando leggiamo "Gatto e topo in società", dove l'alleanza non funziona per la prepotenza del gatto che alla fine si mangia pure il topo, la Marta mi chiede a bruciapelo se lo mastica o lo ingoia (sperando evidentemente in una possibilità di salvezza): preso alla sprovvista le do la risposta rassicurante.

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martedì, 17 gennaio 2006

Domani

Come ogni anno, da cinquantacinque anni, domani sarà il 18 gennaio. Presumibilmente anche prima  ogni anno arrivava il 18 gennaio: non ne ho esperienza diretta, ma mi fido di quello che si dice. All'inizio non mi rendevo bene conto, poi ho perso il conto e ogni anno dovevo fare un rapido calcolo; questa volta il numero è facile e simpatico.

Facciamo un po' il punto, così senza un ordine. Sto leggendo le Opere di Sciascia, l'ultimo film che ho visto è Reinas; domenica scorsa ho cucinato un lentissimo stracotto e le penne strascicate nel suo sugo. Meno sei alla pensione, ammesso che le bocce siano ferme. Il divorzio è quasi pronto e poi daremo una famiglia legittima alla piccola Marta (i pacs ci fanno un baffo). Dopo diversi anni sono tornato a sciare: è cambiato tutto, fuorchè la neve: gli sci girano da soli, le seggiovie sono coperte, qualche grandiglione usa gli sci da bambino, qualcuno propone lo snow food... . Scopro che la FIAT è diventata spiritosa: una collega bacchettona ha comprato la Punto color Bianco Santarellina (gli piaceva anche il Nero Coscienza sporca e il Blu Seducente, ma come si fa?). I soliti americani (o inglesi?) hanno scoperto che chi nasce nei mesi freddi è più bello e intelligente: sono d'accordo.
Di politica non parlo, neanche sotto tortura: posso solo dire che comincio a disperare. I miei capelli hanno bisogno di un taglio (più corti si vede meno il bianco). Anche i miei chili hanno bisogno di un taglio. Devo dare un'occhiata ai corsi dell'Università dell'età libera, splendido eufemismo. Chissà quante cose importanti mi sono sfuggite: farò un P.S. se necessario.

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