Del Libano non voglio parlare
perchè non è una cosa che si può liquidare con poche battute e non me la sento di muovermi in questo groviglio di torti e ragioni, di vivi e di morti.
Del Libano non voglio parlare
perchè non è una cosa che si può liquidare con poche battute e non me la sento di muovermi in questo groviglio di torti e ragioni, di vivi e di morti.
La concisione
Come sempre - e sempre più avanzando (e cioè indietreggiando) negli anni - ho cercato la concisione. Vecchia aspirazione che tengo, come codificata, nella trascrizione ormai in pectore di quella parte delle voci "succinto, preciso, conciso" che nel Dizionario dei sinonimi del vecchio, inarrivabile Tommaseo più espressamente riguarda l'arte dello scrivere (e mi par giusto ricrearne il lettore): " Non può essere scrittore conciso chi non è preciso, perché non avendo cognizione esatta delle cose, errerà sempre nella proprietà delle voci, dalla quale viene la brevità e la chiarezza, quel bello stile, al quale, senza che perda di pregio, nulla può essere aggiunto né tolto. L'Alfieri è scrittore conciso ma non preciso; perch'egli non si accorse che la brevità o lunghezza degli scritti non dee misurarsi dal numero delle parole, ma dal tempo necessario a comprenderle; ed essere falsa quella brevità che sta solamente sulle carte … . L'Alfieri, nella ricercata concisione, è spesso più lungo del Metastasio; ha epiteti meno necessarii, per volerli avere più calzanti e incalzanti. Ma non direi che il Metastasio sia conciso. Ne l'uno ne l'altro sono parchi; e la parsimonia è pregio che abbraccia le parole e le cose, e le idee e i sentimenti; e più desiderabile perché più direttamente si reca a moralità".
Così Sciascia nella nota conclusiva del racconto "1912+1" .
In questi giorni ho letto Giobbe di Joseph Roth, che mi è piaciuto molto. Ecco, Roth mi pare possieda la concisione virtuosa di cui dice Tommaseo, "quel bello stile, al quale, senza che perda di pregio, nulla può essere aggiunto né tolto."
Ostriche
Alla festa dell'Unità a Firenze, fra i 46 "punti ristoro", c'è anche l'Ostricheria. Se non è uno dei segni premonitori della fine del mondo, certamente lo è della fine della Sinistra e anche del governo Prodi (della cui prossima fine in verità vi sono anche altri segni).

Sette chili in sette anni
La botta in testa di Aigues Mortes (bella da svenire) mi ha fatto bene: finalmente sono riuscito a mettermi a dieta e ho perso qualche chiletto. Non è una dieta "pesata": è un rapporto diverso col cibo, una sorta di piacere a mangiare meno, a privarsi di qualcosa.
P.S. Dio mio ! starò diventando anoressico ?
Marta dixit
Babbo, lo sai con cosa si leva lo smalto dalle unghie ? Con l'olione.