giovedì, 28 settembre 2006

Leggere e rileggere

Dopo avere di recente iniziato e interrotto diversi libri, fra cui La vedova scalza di Niffoi (che mi pare addirittura illeggibile per i molti inserti in dialetto sardo), ho bevuto fino in fondo l'insipido calice di Olive comprese (Andrea Vitali). Ed ora per tirarmi su sto rileggendo Il ritorno a casa di Enrico Metz di Claudio Piersanti.
Non avevo letto niente di Vitali e credo proprio che non leggerò altro. Non mi è piaciuto l'intreccio di storie (ma sarebbe meglio dire cronachette) senza spessore, scritte in un linguaggio tutto volto a stupire e mantenere artificiosamente vivo l'interesse del lettore con continue sospensioni e colpetti di scena: è del Vitali il fin la meraviglia… . Ho l'impressione che il successo del libro (dalle classifiche di vendita) dipenda in buona parte dall'essere un prodotto omogeneo a certa televisione (Un posto al sole ad esempio, per quel pochissimo che sono riuscito a guardarlo) e a certo cinema (Pieraccioni, Muccino…). O forse più semplicemente è che i miei gusti sono diversi. Di recente ho scoperto il grande Joseph Roth ( Giobbe e La marcia di Radetsky) e con il buon Vitali il confronto è chiaramente impari. Ma per restare agli scrittori italiani contemporanei prova a leggere Piersanti, proprio questo ultimo Enrico Metz, probabilmente la sua opera migliore; lui scrive poco (pubblica poco) non ha un grande successo di pubblico, non scrive bariccosamente (per piacere ai lettori). Forse non ti piacerà, ma vale la pena di provare. Qui trovi le prime pagine del romanzo.
Lo sto rileggendo, dicevo. Prima mi preoccupavo di non riuscire a leggere tutti i libri che avrei voluto. Ora mi sono convinto che è importante  rileggere quello che mi piace. Perché rileggendo un libro (o rivedendo un film) si colgono certi aspetti e certi particolari che la prima volta ti erano sfuggiti, si vedono le cose sotto una luce diversa. Poi, grazie a Sciascia, questa sensazione ha preso una forma più definita.
" Se incontro qualche difficoltà nella lettura [è una citazione di Montaigne] , non mi ci rodo le unghie: la abbandono dopo aver fatto uno o due tentativi per capire. Se mi ci ostinassi, perderei, con il tempo, me stesso… Non faccio niente senza gioia" (…)
Quattro secoli dopo Montaigne, in questo nostro tempo in cui leggere è per i più un affanno e per pochissimi una gioia, Jorge Luis Borges parla (…) dei libri e della lettura ancora nella sfera della gioia; ma con una sua idea dei libri e della lettura molto più complessa, sottile e misteriosa di quella di Montaigne. Un'idea già impareggiabilmente rappresentata nel racconto
"Pierre Menard, autore del Chisciotte", e che è questa: un libro non esiste in sé, e non soltanto per l'ovvio fatto che la sua vera esistenza, al di là della sua fisicità, consiste nell'esser letto, ma soprattutto perché è diverso per ogni generazione di lettori, per ogni singolo lettore e per lo stesso singolo lettore che torna a leggerlo. (…) E sarebbe allora il rileggere un leggere: ma un leggere inconsapevolmente carico di tutto ciò che tra una lettura e l'altra è passato su quel libro e attraverso quel libro, nella storia umana e dentro di noi. Ed è perciò che la gioia del rileggere è più intensa e luminosa di quella del leggere.
(L. Sciascia, Del rileggere, in Opere 1971-1983)
Ma c'è l'altra faccia della medaglia. Perché talvolta, rileggendo a distanza di anni un libro di cui ho un ricordo piacevole, mi accorgo con un certo sconcerto che oggi non mi piace. E mi chiedo perchè. Ora lo so.

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lunedì, 25 settembre 2006

Vendemmia 2

Anche per contrappeso alle immagini bucoliche qui sotto, dico una cosa sul filmato trasmesso ieri sera da Report. Fin dall'inizio ho avuto, come molti, il serio dubbio che il governo USA avesse lasciato succedere l'11 settembre, per acquisire un buon motivo per la guerra al terrorismo, annessi e connessi. Sarò ingenuo, ma non ero arrivato a pensare che quel governo avesse partecipato attivamente all'attentato, minando gli edifici del World Trade Center e disattivando il sistema di difesa aerea.

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Vendemmia

 

 

 

 

 

S. Casciano Val di Pesa, 24 settembre 2006

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domenica, 24 settembre 2006

Paese normale

La televisione è accesa, ascolto distrattamente il tg2 delle 13. Non è fra i primi servizi ma è prima di Miss Italia: finalmente torna a casa l'alano argentino bloccato per otto mesi in Eritrea perchè il padrone non aveva con sè i documenti necessari; il lieto fine grazie all'intervento diplomatico (sic) dell'ufficio "diritti degli animali" del Comune di Roma. C'è anche la morale: stiano attenti i padroni dei cani a non portarseli in giro per il mondo senza i documenti. Ci stiamo avviando a diventare un paese normale, anche grazie al sindaco Veltroni.

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mercoledì, 20 settembre 2006

La stella che non c'è

E' un film che piace molto o non piace, mi sembra: a me è piaciuto molto. Non parla della Cina, anche se lo sfondo della vicenda è questo paese, che mi mette angoscia dove è già occidente. Parla di Vincenzo, del suo viaggio attraverso la Cina e soprattutto dentro di sè; del suo incontro con la giovane cinese della foto.
Come al solito sono solo poche impressioni, lungi da me la capacità di qualcosa di simile ad una recensione. Per questo c'è la brava Ava.

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