giovedì, 27 dicembre 2007

Sotto l’alberello


Buonatale ha scritto la Marta su un biglietto di auguri e mi ha fatto pensare a un involontario "contanti auguri" che accompagnava una banconota-regalo un po’ di anni fa ( e il biglietto finì incorniciato).

E’ successo che io e Indy ci siamo regalati lo stesso libro (L'eleganza del riccio) : vorrà dire qualcosa ?  Mentre lo scartava le ho chiesto se lo conosceva e lei ha iniziato a ridere.

A proposito di libri, ho appena finito di leggere (per la prima volta) Madame Bovary e devo dire che non mi ha entusiasmato, anzi. Avevo deciso di leggerlo perché il mio amatissimo Richard Yates, in un articolo del 1981 su The New York Times Book Review, ne parlava così:
Lo avevo già letto prima, ma non l'avevo studiato come avevo fatto con “Gatsby” e altri libri; ora sembrava idealmente adatto a farmi da guida, se non da modello, per il romanzo che stava prendendo forma nella mia testa. Volevo quel tipo di equilibrio e suggestione a ogni pagina, quel tipo di inquietudine combinato alla commedia, quel tipo di destino inesorabile nel cuore di una solitaria, romantica ragazza. E tutto questo, ovviamente, da rendere con la stessa freschezza e grazia di F. Scott Fitzgerald.
Il romanzo che Yates aveva in testa è “Revolutionary road” che sarebbe stato pubblicato nel 1961: ora vado a rileggermelo, perché voglio capire cosa c’è di Madame Bovary.

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mercoledì, 19 dicembre 2007

Parli come badi

Un segnale evidente della decadenza non solo linguistica ma anche politica, morale, culturale e -perchè no ?- gastronomica dell'Italia è l'uso e l'abuso di parole astruse e/o improprie. Certe espressioni sono come la peste nel '600, si diffondono presto e bene e non si sa chi ringraziare.

La gente normale dice che una proposta è inaccettabile: i nostri politici-sindacalisti-giornalisti-intellettuali (non tutti per fortuna ma tanti sì) da un po' di tempo dicono irricevibile, che nella loro testolina è un sinonimo forbito ma in realtà è un termine giuridico (riferito alla presentazione di un'istanza a una autorità non competente).

Un tempo (o ancora?) nelle scuole si faceva il gioco del silenzio: oggi si potrebbe fare qualcosa di simile mettendo un gruppetto di politici-sindacalisti-giornalisti-intellettuali in un talk-show (per farli sentire a loro agio) e vince chi riesce a non dire assolutamente sì-assolutamente no. Ma si potrebbe anche prendere un gruppetto di persone qualsiasi e il giochino verrebbe bene lo stesso.

 In quanti siamo rimasti a non usare il demenzial-popolare piuttosto che al posto di oppure ? Si potrebbe andare al cinema piuttosto che al bar piuttosto che al giardino zoologico piuttosto che a cavallo... piuttosto che a dire stronzate.

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categoria:pedanterie linguistiche
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categoria:il mondo
lunedì, 17 dicembre 2007

Timeo Danaos et dona ferentes

Temo i due ONI (Berlusc e Veltr) anche se portano doni.

Pare che la riforma elettorale debba servire soprattutto a eliminare i piccoli partiti e a dare più peso ai grandi. Come se lo sbriciolamento e la proliferazione dei partiti fosse la causa e non l'effetto della crisi della politica italiana. Non è bastato il bipolarismo forzoso per capire che le leggi elettorali non possono migliorare la politica, che è fatta di uomini e di idee: e i politici in voga sono per lo più dei nani, che non riescono ad arrampicarsi sulle spalle dei giganti. E' anche vero che i politici sono grosso modo specchio della società. E allora ?

Vado a prendere la macchina fotografica.

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categoria:italietta
giovedì, 13 dicembre 2007

Flâneur

Mi piace andare a zonzo per la città e fotografare i luoghi e la gente, soprattutto la gente.

Qualche giorno fa a Lucca ho visto una mostra di foto di Piergiorgio Branzi intitolata Flâner : C’è infatti chi desidera “arrivare” comunque,  e  chi invece preferisce soltanto “passeggiare”  senza alcuna méta, contentandosi di guardare, soffermarsi a “vedere” ciò che in quella frazione di tempo attrae la sua attenzione. (...) Una frazione di secondo sufficiente ad afferrare una situazione, incrociare uno sguardo che può esprimere simpatia o indifferenza.  (...) Insomma, “flâner”, in ultima analisi, sta ad indicare la condizione ottimale per scattare fotografie.  Il più delle volte superflue, più raramente buone.

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categoria:fotografia