
Anch’io non ho mai avuto una camicia bianca
Ieri sera dopo cena mi sono disteso sul divano con un libro e ho messo la sveglia alle 23.30 per vedere Fabrizio De Andrè a “La storia siamo noi” con il bravo Minoli e i begli occhi di Dori Ghezzi.
Se la memoria non m’inganna ho conosciuto le sue canzoni grazie a Paolo P., che le cantava accompagnandosi con la chitarra. Sarà stato il ’66 o il ’67, con alcuni compagni di liceo si andava talvolta a mangiare pane e affettato col vino rosso: Paolo P. fumava il toscano, attaccava La città vecchia o Bocca di Rosa e noi lo seguivamo. Quelle canzoni me le ricordo ancora, come le poesie imparate a memoria alle medie. Era un gran bel periodo quello degli anni del liceo.
Il 24 gennaio 1982 ero al suo concerto al Teatro Tenda di Firenze: un avvenimento (i miei concerti stanno sulle dita di una mano o poco più), per cui sarò eternamente grato a D. . La musica ha avuto una piccola parte nella mia vita, purtroppo, e l’unica passione duratura è stato lui, Faber.
Quello che non ho è una camicia bianca
quello che non ho è un segreto in banca
quello che non ho sono le tue pistole
per conquistarmi il cielo per guadagnarmi il sole.






