martedì, 26 febbraio 2008

Anch’io non ho mai avuto una camicia bianca


Ieri sera dopo cena mi sono disteso sul divano con un libro e ho messo la sveglia alle 23.30 per vedere Fabrizio De Andrè a “La storia siamo noi” con il bravo Minoli e i begli occhi di Dori Ghezzi.
Se la memoria non m’inganna ho conosciuto le sue canzoni grazie a Paolo P., che le cantava accompagnandosi con la chitarra. Sarà stato il ’66 o il ’67, con alcuni compagni di liceo si andava talvolta a mangiare pane e affettato col vino rosso: Paolo P. fumava il toscano, attaccava La città vecchia o Bocca di Rosa e noi lo seguivamo. Quelle canzoni me le ricordo ancora, come le poesie imparate a memoria alle medie. Era un gran bel periodo quello degli anni del liceo.
Il 24 gennaio 1982 ero al suo concerto al Teatro Tenda di Firenze: un avvenimento (i miei concerti stanno sulle dita di una mano o poco più), per cui sarò eternamente grato a D. . La musica ha avuto una piccola parte nella mia vita, purtroppo, e l’unica passione duratura è stato lui, Faber.


Quello che non ho è una camicia bianca
quello che non ho è un segreto in banca
quello che non ho sono le tue pistole
per conquistarmi il cielo per guadagnarmi il sole
.

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categoria:frammenti di memoria
lunedì, 25 febbraio 2008

Il tempo del couscous

Troppo lungo il film (due ore e mezzo) e troppo lento ? Scene che sembrano non finire mai (il pranzo in casa una ventina di minuti) ? Dialoghi lunghissimi ? Certo siamo abituati alla rapidità, tutto è veloce, le email e il panino, la tv e l'auto finchè non si blocca nel traffico. 
Il couscous invece richiede una preparazione lunga e si mangia con lentezza in una atmosfera conviviale: come tanti piatti della nostra tradizione, il bollito per esempio.

Ecco, il film del tunisino Kechiche (che secondo qualcuno doveva vincere a Venezia) ci costringe a recuperare la lentezza, ed è una dolce costrizione. Un film indimenticabile, non fosse altro che per la lunghissima scena del pranzo, con le inquadrature ravvicinate dei volti e delle mani, delle bocche impegnate a masticare e a parlare, la sensualità delle donne (e chissà, anche degli uomini) quando mangiano di gusto.

Il giorno dopo ho fatto un couscous di pesce, niente a che vedere con quello preparato dalla ex moglie di Slimane, il protagonista; ma si può migliorare.

postato da: giannitos alle ore 14:18 | Permalink | commenti (1)
categoria:cinematografo
venerdì, 22 febbraio 2008
Dedemitizzazione
Non ho mai avuto particolare simpatia per l'onorevole Ciriaco de Mita. E' stato un potente padrone della Democrazia Cristiana, un uomo di gran potere. Ha avuto tentazioni di semplificazione della democrazia politica (robetta, tuttavia, di fronte alle leggi elettorali di oggi, quelle che considerano il pluralismo come il male assoluto...), ha governato a lungo - da ministro, da leader Dc, da premier - usando largamente quello strumento usuale nell'attività politica di trenta anni fa, che era il clientelismo di massa. Ha moltissimi difetti De Mita, varie colpe, però ha anche alcuni meriti, e sicuramente il suo nome, a buon diritto, sta tra i 10-15 nomi delle persone che hanno costruito e guidato la democrazia italiana nell'ultimo mezzo secolo. De Mita non è un uomo qualsiasi. (…)
Oggi il Partito democratico caccia De Mita. Gli dice che non lo vuole più come parlamentare. Vi stupirò, ma la cosa un po' mi indigna. Il motivo ufficiale dell'esclusione è che De Mita è stato troppe volte deputato. Il Pd ha deciso che il limite è tre legislature. Però ha anche deciso che si faranno 20 o 30 eccezioni a questa regola. Per chi? Per i personaggi di spicco. Esistono nel Pd addirittura 20 o 30 persone che hanno una biografia più di spicco di quella di De Mita? Ne dubito. E allora la decisione dell'esclusione temo che abbia motivi diversi da quelli detti, ed evochi scenari non belli. De Mita è stato escluso perché è un rompicoglioni. E perché è vecchio, ha 80 anni. Nel Parlamento non può sedere nessun vecchio? Oddio, è un ragionamento che assomiglia un po' a quello di Storace che voleva cacciare Rita Levi Montalcini. C'è un problema , un'esigenza di fare spazio ai giovani? Può darsi. Però possono tutti i saggi del Pd trascorrere una intera giornata a spiegarmelo, ma io non crederò mai che la sapienza di Matteo Colaninno - che ho conosciuto proprio l'altra sera e che è un giovane pulito e simpatico - offuschi quella di De Mita. Non mi piace molto lo sberleffo per i vecchi e l'irrisione della storia.
(Sansonetti oggi su Liberazione)
Fra le tante cose che non mi piacciono del Pd, questa mi ha colpito: perchè è una operazione d'immagine ma anche un modo per liberarsi del passato, con tutto quello che significa, nel bene e nel male.
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categoria:italietta
martedì, 19 febbraio 2008

Cura omeopatica

Se il veltronismo è la prosecuzione del berlusconismo con tutt'altri mezzi   forse davvero il buon Walter ha qualche possibilità.  Similia similibus curantur.

postato da: giannitos alle ore 10:56 | Permalink | commenti (3)
categoria:italietta
venerdì, 15 febbraio 2008

Primavera

C'è qualcosa di nuovo oggi sul blog ...

e fra un po' sarà primavera.

postato da: giannitos alle ore 09:33 | Permalink | commenti (2)
categoria:di blog e di scrittura