sabato, 25 luglio 2009


Recanati etc.

Recanati è una piccola città, e le passeggiate non sono infinite, anche se la parola "infinito" ricorre spesso nel nome dei negozi per via della famosa poesia. Naturalmente non c'è qui uno speciale rapporto con la poesia (...)  ma in fondo cos'altro è la poesia per gli abitanti del luogo se non una buona (e onestissima) occasione di commercio ?

Leggendo proprio qui ed ora i racconti di Claudio Piersanti raccolti in Comandò il padre , ho trovato "Hotel Ginestra" ambientato a Recanati. Ivi si reca un padre alla ricerca del figlio "impazzito" a causa della poesia ...

Porto Recanati ha un suo fascino, un po' Viareggio, un po' Barceloneta. Devo tornarci a scattare qualche foto.

postato da: giannitos alle ore 12:37 | Permalink | commenti
categoria:vacanze, fotografia
La scuola secondo Luca Ricolfi

Un interessante articolo su La Stampa, ne parlerò al ritorno dalle vacanze.
postato da: giannitos alle ore 12:14 | Permalink | commenti
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lunedì, 20 luglio 2009
A Porto Recanati

abbiamo trovato un gran bel campeggio.
Ora si comincia l'esplorazione dei dintorni: in primis un pellegrinaggio al natio borgo selvaggio di Giacomo Leopardi.
postato da: giannitos alle ore 16:00 | Permalink | commenti
categoria:vacanze, i padri e i fratelli
venerdì, 17 luglio 2009

Signori, si parte !

E' tempo di vacanze, si parte per il Conero (questo sconosciuto), poi una tappa al Reportage Atri Festival e infine al parco nazionale d'Abruzzo.

postato da: giannitos alle ore 17:55 | Permalink | commenti
categoria:vacanze, fotografia
Jekyll e Hyde on the road

Non ha senso infatti demonizzare gli automobilisti in quanto tali: oltretutto quasi tutti noi ciclisti-Jekyll siamo anche automobilisti-Hyde.

Ma invece ha senso chiedere di fermare i criminali che vanno a 100 all'ora in città, quelli che passano col rosso, che non si fermano davanti ai passaggi pedonali e talvolta investono i malcapitati e così via. E non ci vengano a dire che è tutta colpa dell'alcol: spesso si tratta di sobri onesti padri di famiglia.
E continuo a pensare che talvolta non si tratta di omicidio colposo: ad esempio chi viaggia a cento all'ora in città mette in conto (o dovrebbe farlo) di poter provocare un incidente. E' il gusto del rischio, sulla pelle degli altri.

(oggi ho scritto sul forum di FirenzeInBici)
postato da: giannitos alle ore 14:33 | Permalink | commenti
categoria:varie ed eventuali, biciliberatutti