lunedì, 31 agosto 2009
La luna e i falò

Dopo trent’anni o più che non leggevo Pavese ho letto (riletto ?) La luna e i falò, l’ultimo romanzo, scritto fra il settembre e il novembre 1949, e pubblicato nell’aprile 1950 nei Coralli Einaudi.  Mentre scriveva questa opera Pavese annotava pochissimo sul suo diario (Il mestiere di vivere) e solo un breve accenno al titolo del romanzo; poi il 17 novembre scrive: “9 novembre finito La luna e i falò. Dal 18 settembre sono meno di due mesi. Quasi sempre un capitolo al giorno. E’ certo l’exploit più forte sinora. Se risponde sei a posto.”
Pochi mesi dopo l’uscita di La luna e i falò Pavese vince il premio Strega, con La bella estate (1949) e nell’agosto muore suicida, a 42 anni.

Voglio leggere quello che ne scriveva Geno Pampaloni …
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mercoledì, 26 agosto 2009
Senza internet

Stimolato da un articolo di Tuttolibri ho preso il libro postumo di Angelo Morino Quando internet non c'era e l'ho letto tutto d'un fiato. E' un diario con vaghi riferimenti temporali, dagli anni dell'università (con la nascita della passione per la letteratura ispanoamericana) fino ad un indefinito prima della sua morte improvvisa a 57 anni, nel 2007.

Non avevo mai sentito parlare di Morino, professore universitario, traduttore e scrittore, consulente editoriale.
Il diario è un intreccio inestricabile della sua passione (e professione) con la sua vita, l'omosessualità mai nascosta, tormentata e raccontata in modo esplicito.
Ma quel che mi ha appassionato è la sua ricerca su una scrittrice cilena, Maria Luisa Bombal , che attraversa tutto il libro e spiega il titolo: quando internet non c'era, quanto era difficile trovare notizie e documenti.
Angelo Morino cerca in biblioteche e librerie, in Italia e all'estero; si reca in America latina per parlare con persone che possono aiutarlo; ordina all'estero libri che arrivano dopo mesi o non arrivano. Nel corso di molti anni riesce a raccogliere molto materiale; traduce e nel 1997 pubblica le opere della Bombal col titolo L'ultima nebbia. Della Bombal gli interessa l'attività di scrittrice ma anche le vicende della sua esistenza, che si rivelerà tormentata come e più di quella dello stesso Morino.
Sempre più mi sento attratto proprio da quello che, nello strutturalismo, viene evitato ( “le vite degli scrittori e le loro relative ingerenze nelle opere” , dice alcune pagine prima). (…) Adesso, invece, non faccio che domandarmi se la biografia di uno scrittore sia davvero un elemento da cui, analizzando la sua opera, si può prescindere. (Quando internet non c'era, p. 55)

E' successo anche a me, di sentire il bisogno di conoscere la vita di un autore, dopo aver letto ( o ascoltato) la sua opera. E' successo con Tomasi di Lampedusa, con Richard Yates e con Fabrizio de Andrè.
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venerdì, 21 agosto 2009
Canicola

Nelle ultime notti il condizionatore acceso era d'obbligo (le camere sono a tetto). Sono tornati i nostri vicini che non hanno il condizionatore: M. avrà dormito in salotto, dico io ma S. dice che lui non abbandona la compagna. Pende dalle sue piccole labbra, mi viene da dire (forse per chi non li conosce ...).
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mercoledì, 19 agosto 2009


Addio Fernanda


Quando stamattina ho sentito alla radio  della morte di Fernanda Pivano, mi sono ricordato (ahi la mia memoria !) che pochi mesi fa ho preso le sue Pagine americane e ancora non ho iniziato a leggerle.

Il mio recente interesse per gli U.S.A. e la letteratura americana sono soprattutto dovute a Richard Yates e a Barack Obama. Ho intenzione di utilizzare parte del mio prossimo tempo libero (pensione) per studiare l'inglese e riuscire a leggere le opere in lingua originale. E a primavera una settimana a New York, la mia prima volta nel nuovo mondo (non è mai troppo tardi).

In questi giorni sto rileggendo La luna e i falò (dopo 30 o più anni)  e poco sapevo dei rapporti di Pavese con la Pivano.
Cesare Pavese l’aveva avuta come allieva al D’Azeglio, e si innamorò di lei. Le chiese due volte di sposarlo, nel ’40 e nel ’45, e soprattutto le fece tradurre l’Antologia di Spoon River, quella mitica raccolta di poesie che doveva accompagnarla per tutta la vita, restare un simbolo e incarnarsi molti anni dopo nella lunga amicizia con Fabrizio De André. (...)
In una delle tre poesie di Lavorare stanca a lei dedicate nel ’40 - ma solo nel dattiloscritto - Pavese scriveva: «Tu muovi il capo/come intorno accadesse un prodigio d’aria/e il prodigio sei tu».

( da La Stampa - Mauro Baudino).
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categoria:segnalibri, i padri e i fratelli
venerdì, 14 agosto 2009


Periodo di film a gogò, la Marta a Serra Pistoiese con la nonna e noi a crogiolarsi in questa Firenze calduccia e poco trafficata di mezz'agosto.

Questo Mar Nero non mi è disgarbato (come dicono nel pratese)  ma non mi ha entusiasmato. Nonostante la brava Occhini la trama mi è parsa un po' scontata e un po'  tirata per i capelli, certo per la buona causa della convivenza con gli immigrati.
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categoria:cinematografo