lunedì, 21 settembre 2009
' a livella

"Qui dorme in pace il nobile marchese
signore di Rovigo e di Belluno
ardimentoso eroe di mille imprese
morto l'11 maggio del'31"

'O stemma cu 'a curona 'ncoppa a tutto...
...sotto 'na croce fatta 'e lampadine;
tre mazze 'e rose cu 'na lista 'e lutto:
cannele,cannelotte e sei lumine.

Proprio azzeccata 'a tomba 'e stu signore
nce stava 'n 'ata tomba piccerella,
abbandunata,senza manco un fiore;
pe' segno,sulamente 'na crucella.

E ncoppa 'a croce appena se liggeva:
"Esposito Gennaro - netturbino":
guardannola,che ppena me faceva
stu muorto senza manco nu lumino!


Certo che mi dispiace per la morte dei sei soldati in Afghanistan, ci mancherebbe; e mi dispiace ugualmente per la morte dei quindici afghani. Quello che non mi piace è tutta la retorica sull'eroismo (perchè eroi ?), sul panino condiviso etc.
Mi commuovo di più per una donna con un bambino uccisi per la strada da un bravo padre di famiglia, magari sobrio. Perchè i soldati ci vanno volontariamente e consapevolmente: e lo direi anche se ci fosse mio figlio.

postato da: giannitos alle ore 11:48 | Permalink | commenti (2)
Commenti
#1    21 Settembre 2009 - 11:13
 
Non sono veri "eroi" tutte le persone che OGNI GIORNO muoiono sul posto di lavoro?Loro sì,che danno in affitto la propria anima per sopravvivere e dare sostegno alle proprie famiglie...Bisognerebbe rivalutare la parola "eroe".
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente DarkHaily

#2    21 Settembre 2009 - 15:49
 
Io credo che la parola "eroe" vada usata con parsimonia: chi fa il proprio dovere non è un eroe solo perchè ci lascia la pelle.
Forse si può chiamare così che perde la propria vita per salvare quella altrui (senza che nessuno glielo abbia chiesto).
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